Tornano i Madame X con “Dive Cattive”, soap-opera horror - parte omaggio, parte sacrilegio – ispirata al mondo musicale ed estetico del cinema noir e horror degli anni ’60 e ’70. Quattordici brani inediti, quattordici storie in cui le donne sono vittime e carnefici, scandalose ossessioni vermiglie che riemergono dall’immaginario collettivo di molte generazioni.
La sua musica nasce dalla fusione della tecnica Rag-time dei primi anni del '900 con la liricità del Blues, del Soul e del Jazz nella sua forma più tradizionale. Le sonorità tipiche del pre-jazz e dello stride-piano di Scott Joplin, Jelly Roll Morton, Fats Waller, Art Tatum e Mary Lou Williams, e il blues di Ray Charles e Roosevelt Sykes vengono attualizzate da Raphael Gualazzi con uno stile personalissimo dove la tradizione convive con le influenze più innovative di artisti eclettici come Jamiroquai e Ben Harper.
Nel febbraio del 2011 Raphael Gualazzi si presenta al Festival di Sanremo con il brano “Follia d’amore” e fa man bassa di premi: vince la categoria Giovani, il Premio della Critica “Mia Martini, il premio della Sala Stampa Radio e Tv e il Premio Assomusica per la migliore esibizione live tra gli artisti in gara nella sezione 'Giovani'.
Adattare la formula del quartetto d’archi (immutata da oltre 200 anni) a un repertorio che più vario e flessibile non potrebbe essere. Questo il segreto e, perché no, la sfida del romeno di nascita (ma ormai cittadino del mondo) Alexander Balanescu, violinista e deus ex machina dell’omonimo quartetto d’avanguardia. In che cosa consiste la sfida? Nell’andare oltre il canonico repertorio classico per confrontarsi “de visu” con i compositori di oggi. Da qui le riletture di Michael Nyman e dei Pet Shop Boys, di John Lurie e di Kate Bush per finire con… i Kraftwerk. A dire il vero, la musica dei padri indiscussi della moderna “computer music” sembrerebbe quanto più lontano possibile dal mondo frequentato dalla cricca capitanata dal signor Balanescu. E invece no. Le cover contenute nell’ormai classico album “Possessed” (uscito nel 1992), e ora riproposte dal vivo, non sono solo godibili, ma costituiscono un’esplorazione controcorrente, tra quanto di meglio mai realizzato dalla formazione d’archi.
Alla base del blues-rock ipnotico e contagioso dei Tinariwen c’è un mix - tutto fuorché banale - di folklore tuareg e strumenti della tradizione occidentale. A cominciare dalle chitarre elettriche.
Difficile resistere alla loro musica: d’impatto e senza confini. Proprio come il deserto nel quale è nata.
“Ascoltare i Tinariwen è come calare un secchio in un pozzo profondo”.
Robert Plant
“Attraverso i Tinariwen ritrovo le origini della musica del Mississippi. Quella di Muddy Waters, BB King, Jeff Beck e Buddy Guy...”
Carlos Santana
“‘Clock’, un brano contenuto in ‘The Eraser’ (il suo album solista, ndr), è pesantemente ispirato ai riff di chitarra dei Tinariwen.”
Thom Yorke, Radiohead
Quando sembrava che la fisarmonica non avrebbe mai dovuto incontrare solisti di grande spicco e fosse uno strumento con cui sarebbe stato impossibile swingare, è apparso Richard Galliano a imporre la stessa dignità riservata a tromba e sassofono che sono gli strumenti guida della musica jazz. Ispirato da sincera ammirazione per l'amico Astor Piazzolla, inventore del "Tango Nuevo", Richard Galliano è riuscito, grazie al suo "New Musette", a rivitalizzare una tradizione tipicamente francese e che, si pensava non avrebbe mai incontrato innovatori.
Ormai riconosciuto come solista di eccezione, continua ad esplorare un vasto ventaglio di musiche, senza abbandonare né il lirismo che è il tratto fondamentale della sua personalità musicale quando registra le balads di "Love Day" con Gonzalo Rubalcaba, Charlie Haden e Mino Cinelu, né la "French Touch" che gli permette, grazie al trombettista Wynton Marsalis, di proporre una relazione fra Billie Holiday e Edith Piaf.
John Cale è forse uno dei musicisti più importanti ed influenti della storia del Rock, una vera icona, un Padre fondatore.
Il giovane Cale si trasferì dal Galles a New York City negli anni '60 e lì entrò subito nel circuito avanguardistico di La Monte Young che dirigeva il Theater of Eternal Music.
Conobbe Lou Reed con cui fondò i Velvet Undergroud, e nel gruppo suonò viola elettrica, piano e basso, ma soprattutto spinse verso uno sperimentalismo che mischiato allo stile di Reed creò il tipico e riconoscibilissimo "suono" della band.
Dopo l'esperienza con i Velvet, John Cale ha intrapreso una brillante carriera solista, alternando album rock a collaborazioni e musiche da film, e ancora oggi alterna la sua attività tra produzioni musicali, sperimentazioni e avanguardia sonora e visiva.
Il nuovo album, che vedrà la luce nella primavera del 2012 (Domino Record), è stato anticipato dall'EP Extra Playful che contiene il primo video (girato dalla figlia di Cale, Eden) "Catastrofuk".
Una delle migliori band funk e soul, e della black music in genere, di tutti i tempi. A 31 anni dalla loro nascita i capostipiti dell’acid jazz tornano con un nuovo album di studio che si intitola TRANSATLANTIC R.P.M.Gli Incognito ne hanno fatta di strada dal melting pot multiculturale della Londra anni ‘70 e in effetti gran parte dei loro sogni sono stati realizzati: Chaka Khan e Al McKay (il chitarrista degli Earth Wind and Fire dei massimi livelli) sono infatti entrambi coinvolti in prima persona in quest’album. La più bella novità di Transatlantic R.P.M. è senz’altro il fatto che il groove degli Incognito oggi parla anche un pò italiano: il grande crooner Mario Biondi è infatti ospite d’eccezione in due brani, il primo dei quali è il singolo d’apertura dell’album e lo vede duettare Chaka Khan.
Figlie improbabili della fulgida epopea dell’Eiar (l’emittente radiofonica nata in piena dittatura, da cui, come Araba Fenice, si generò la RAI), le tre sorelle canterine sono una creazione del produttore e autore Giorgio Bozzo, che le ha preparate all’impegno convincendole ad ascoltare – con un’ostinazione che rasentava la tortura – i grandi nomi della canzone degli anni ’30: il Trio Lescano, Silvana Fioresi, Maria Jottini, Alberto Rabagliati, Natalino Otto, Ernesto Bonino.
Nello spettacolo "Blem Blem, fiu fiu, dum dum!"sono in scena 10 musicisti (l’Orchestra Maniscalchi al gran completo col suo Maestro Christian Schmitz) e 4 cantanti (le deliziose Sorelle Marinetti e il giovane e talentuoso Gianluca De Martini) con una missione speciale: riportare in giro per la Penisola la musica e le canzoni che resero grande lo swing degli anni ’30 e ’40.
Nato da un'idea della scrittrice Rina Durante nel 1975, il Canzoniere Grecanico Salentino è il primo e più antico gruppo di musica popolare salentina ad essersi formato in Puglia.
Dal 2007 la conduzione passa dal fondatore Daniele Durante al figlio Mauro (già affermato tamburellista e violinista che collabora con numerosi artisti, tra cui Ludovico Einaudi, Piers Faccini, Stewart Copeland e La Notte della Taranta).
Dall'energia della pizzica pizzica alla dolcezza dei canti d'amore, dalla festosità della banda paesana ad un ironico sguardo sulla modernità, quello del Canzoniere è uno spettacolo suggestivo ed intenso.
Con 15 album e numerosi spettacoli presentati in Europa, Medio Oriente e Stati Uniti, il gruppo ha fatto la storia della riproposta nel sud Italia, riscuotendo sempre successo di pubblico e una sensibile attenzione della stampa specializzata.
Riparte il 14 ottobre dal Teatro Grande di Brescia il tour teatrale di VINICIO CAPOSSELA, che prevede più di venti tappe tra ottobre e dicembre. Opera sul fato, sul destino, sul mare come mitologia e scenario del folle volo umano verso “virtute e canoscenza”, “MARINAI, PROFETI E BALENE” è uno dei dischi italiani di maggior successo di quest'anno: disco d'oro a due mesi dall'uscita, a poche miglia da quello di platino, undici settimane consecutive nella Top Ten e neo vincitore della TARGA TENCO quale miglior album del 2011. Lo spettacolo che VINICIO CAPOSSELA presenta dal vivo ripercorre le rotte di un album che trova ispirazione nei grandi libri di mare, da Omero a Melville a Conrad. Una scenografia ridotta all'osso, che di volta in volta si trasforma in ventre di balena, veliero ottocentesco, abisso sottomarino, invita il pubblico a “mettere sé nell'alto mare aperto” della letteratura, luogo immaginario dove risuonano infinite voci di marinai, profeti, balene, spettri e sirene.