Dopo la sua recente apparizione al Festival di Sanremo, come ospite del gruppo Marlene Kuntz, in una esibizione che ha vinto il premio della stampa, Patti Smith torna in Italia per presentare il suo nuovo album “Banga”, il cui sottotitolo, pregnante ed eloquente, e’ Believe or Explode.
In Banga i riferimenti all’Italia, a riprova dell’amore che lega l’artista al nostro paese, sono numerosi: un brano e’ dedicato ad Amerigo Vespucci, un altro a San Francesco, un altro ancora al Sogno di Costantino di Piero della Francesco conservato nella basilica di San Francesco ad Assisi.
Questi, oltre ai suoi brani piu’ famosi, costituiranno il programma del tour estivo italiano.
Ludovico Einaudi, compositore e pianista. La sua musica affonda le radici nella tradizione classica con l'innesto di elementi derivati dalla musica pop, rock, folk e contemporanea. Le sue melodie, profondamente evocative e di grande impatto emotivo, lo hanno reso oggi uno degli artisti più apprezzati e richiesti della scena europea. A seguito del suo ultimo album, Divenire (Decca 2006, Disco d'Oro in Italia), ha fatto un tour europeo di oltre 80 concerti, culminato nel novembre del 2007 con un concerto alla Royal Albert Hall di Londra davanti a 4000 persone.
Alla base del blues-rock ipnotico e contagioso dei Tinariwen c’è un mix - tutto fuorché banale - di folklore tuareg e strumenti della tradizione occidentale. A cominciare dalle chitarre elettriche.
Difficile resistere alla loro musica: d’impatto e senza confini. Proprio come il deserto nel quale è nata.
“Ascoltare i Tinariwen è come calare un secchio in un pozzo profondo”.
Robert Plant
“Attraverso i Tinariwen ritrovo le origini della musica del Mississippi. Quella di Muddy Waters, BB King, Jeff Beck e Buddy Guy...”
Carlos Santana
“‘Clock’, un brano contenuto in ‘The Eraser’ (il suo album solista, ndr), è pesantemente ispirato ai riff di chitarra dei Tinariwen.”
Thom Yorke, Radiohead
Opera sul fato, sul destino, sul mare come mitologia e scenario del folle volo umano verso “virtute e canoscenza”, “MARINAI, PROFETI E BALENE” è uno dei dischi italiani di maggior successo del 2011: disco d'oro a due mesi dall'uscita, a poche miglia da quello di platino, undici settimane consecutive nella Top Ten e neo vincitore della TARGA TENCO quale miglior album del 2011. Lo spettacolo che VINICIO CAPOSSELA presenta dal vivo ripercorre le rotte di un album che trova ispirazione nei grandi libri di mare, da Omero a Melville a Conrad. Una scenografia ridotta all'osso, che di volta in volta si trasforma in ventre di balena, veliero ottocentesco, abisso sottomarino, invita il pubblico a “mettere sé nell'alto mare aperto” della letteratura, luogo immaginario dove risuonano infinite voci di marinai, profeti, balene, spettri e sirene.
Nel 1983, nasceva il cosiddetto Trio Standards, ovvero l'incontro di Keith Jarrett, figura tra le più influenti tra i musicisti jazz del panorama attuale, con il contrabbassista Gary Peacock, e con il batterista Jack DeJohnette.
In quell’anno Jarrett propose a DeJohnette e a Peacock, di registrare un album di standard jazz, intitolato semplicemente Standards, Volume 1. Fanno seguito immediatamente dopo Standards, Volume 2 e Changes, registrati nella medesima sessione. Il successo di questi album e il conseguente tour del gruppo consacrarono questo nuovo Standards Trio nella rosa delle formazioni jazz storiche.
Medeski, Martin e Wood è uno dei gruppi più popolari negli Stati Uniti nell'ambito del jazz e dintorni: sono considerati il gruppo simbolo del nuovo jazz elettrico, una fra le più imprevedibili ed anarchiche formazioni dell’era post-fusion. Un trio che non ha nulla a che fare con la concezione
del trio classico. Sono i signori incontrastati del groove, a loro agio con il jazz, il funk, il soul ed il jazz-rock anni settanta, in possesso di un'incredibile capacità camaleontica di utilizzare con la stessa facilità e padronanza sia gli strumenti acustici che quelli elettrici.
L'organo Hammond "trattato" ed una sfilza di tastiere vintage di John Medeski, il basso acustico ed elettrico di Chris Wood e la batteria e percussioni di Billy Martin sono un marchio di fabbrica inconfondibile. Vederli suonare dal vivo è davvero un'esperienza indimenticabile.
Tra la miriade di spazi mediatici dedicati alle FIRST AID KIT, vi riportiamo di seguito e alleghiamo i più significativi.
"Il disco più americano del momento arriva dalla Svezia, dalle sorelle Söderberg…Lion's Roar potrebbe stare nel repertorio di Neil Young". - CORRIERE DELLA SERA
"Il risultato finale è superiore alla mediocre produzione sonora con cui conviviamo". - XL
"Johanna e Klara sono piccoli geni delle armonie vocali. La Svezia non sarà nella Zona Euro, ma Stoccolma è ufficialmente in provincia di Nashville, Tennessee". - IL SOLE 24 ORE
"Le First Aid Kit assorbono oltre 40 anni di folk americano, loro che vengono dal freddo Nord Europa, e lo restituiscono giovane e velato d'angoscia, appassionato e traboccante di tormento" - RUMORE
"Le ragazze mettono in mostra doti compositive notevoli, che rendono quasi troppo facile prevedere per loro un presente e un futuro rosei" - IL MUCCHIO
Figlie improbabili della fulgida epopea dell’Eiar (l’emittente radiofonica nata in piena dittatura, da cui, come Araba Fenice, si generò la RAI), le tre sorelle canterine sono una creazione del produttore e autore Giorgio Bozzo, che le ha preparate all’impegno convincendole ad ascoltare – con un’ostinazione che rasentava la tortura – i grandi nomi della canzone degli anni ’30: il Trio Lescano, Silvana Fioresi, Maria Jottini, Alberto Rabagliati, Natalino Otto, Ernesto Bonino.
Nello spettacolo "Blem Blem, fiu fiu, dum dum!"sono in scena 10 musicisti (l’Orchestra Maniscalchi al gran completo col suo Maestro Christian Schmitz) e 4 cantanti (le deliziose Sorelle Marinetti e il giovane e talentuoso Gianluca De Martini) con una missione speciale: riportare in giro per la Penisola la musica e le canzoni che resero grande lo swing degli anni ’30 e ’40.
Nato da un'idea della scrittrice Rina Durante nel 1975, il Canzoniere Grecanico Salentino è il primo e più antico gruppo di musica popolare salentina ad essersi formato in Puglia.
Dal 2007 la conduzione passa dal fondatore Daniele Durante al figlio Mauro (già affermato tamburellista e violinista che collabora con numerosi artisti, tra cui Ludovico Einaudi, Piers Faccini, Stewart Copeland e La Notte della Taranta).
Dall'energia della pizzica pizzica alla dolcezza dei canti d'amore, dalla festosità della banda paesana ad un ironico sguardo sulla modernità, quello del Canzoniere è uno spettacolo suggestivo ed intenso.
Con 15 album e numerosi spettacoli presentati in Europa, Medio Oriente e Stati Uniti, il gruppo ha fatto la storia della riproposta nel sud Italia, riscuotendo sempre successo di pubblico e una sensibile attenzione della stampa specializzata.
Antony è una delle espressioni più originali e sofisticate della New York degli ultimi anni. Il suo primo album del 1998, intitolato semplicemente “Antony and the Johnsons”, fece dire a Lou Reed che mai un cantante lo aveva commosso così tanto. Nel 2003 Reed chiede ad Antony di reinterpretare “Perfect Day” per il suo album “The Raven” e lo invita ad esibirsi come membro della sua band nel tour in America e Europa. Laurie Anderson aggiunge “Antony è la cosa più raffinata che possiate ascoltare nella vostra vita”. Antony ha collaborato oltre che con Lou Reed, con Boy George, Rufus Wainwright, Bjork, i Matmos, Franco Battiato, ha pubblicato 4 album - Antony and the Johnsons 1998, I Am a Bird Now (2005) vincitore del Mercury Prize 2005, The Crying Light (2009) e l’ultimo Swanlights (2010).