Con il nome di Buena Vista Social Club, un gruppo di grandi star cubane, si fonde coll’Afro Cuban All Stars, utilizzando appunto il nome del famoso locale de l’Havana, riservato all’etnia di colore, chiuso ormai da più di 40 anni.
È di Juan de Marcos Gonzàlez la felice intuizione di mettere insieme un’orchestra capace di riscattare il genere delle big band di jazz afrolatino, riunendo le figure chiave del panorama cubano e della sua musica tradizionale; chiama quindi la Afro Cuban All Stars e le affianca alcuni musicisti affermati ma lontani dalla scena internazionale, tra i quali Compay Segundo, Ibrahìm Ferrer, Guajiro Mirabal e Manuel Licea.
Solo nel 1996, sotto la supervisione di Nick Gold, vengono prodotti tre dischi, tra cui il celeberrimo Buena Vista Social Club che vince il Grammy nel 1998 e riscuote un incredibile successo in tutto il mondo.
Un incontro straordinario tra due musicisti che, provenendo da esperienze diversissime, quasi opposte, si integrano alla perfezione. La tradizione popolare griot di Sissoko e la formazione colta, classica di Segal dialogano in modo sublime, producendo una sintesi musicale che è nettare per le orecchie.
Ludovico Einaudi, compositore e pianista. La sua musica affonda le radici nella tradizione classica con l'innesto di elementi derivati dalla musica pop, rock, folk e contemporanea. Le sue melodie, profondamente evocative e di grande impatto emotivo, lo hanno reso oggi uno degli artisti più apprezzati e richiesti della scena europea. A seguito del suo ultimo album, Divenire (Decca 2006, Disco d'Oro in Italia), ha fatto un tour europeo di oltre 80 concerti, culminato nel novembre del 2007 con un concerto alla Royal Albert Hall di Londra davanti a 4000 persone.
Quando gli Incognito hanno registrato per la prima volta nel 1979, Jean-Paul Maunick, leader della band, da tutti conosciuto come "Bluey", ricorda di essersi seduto vicino al mixer e di aver pensato: "Spero che questo sia un progetto destinato a durare a lungo e ad avere successo". Nel 2005, a distanza di 25 anni da quel giorno, il gruppo festeggia il loro venticinquesimo anno di carriera, con l'uscita di un nuovo album "Adventures In Black Sunshine"; ancora oggi, nel 2008, gli Incognito che sono considerati i pionieri della scena britannica dell'Acid Jazz, sono stimati e apprezzati e seguiti da un folto pubblico. Gli INCOGNITO, hanno all’attivo ben dieci album e un intensa attività live, attualmente il gruppo è nuovamente impegnato in un tour che tocca anche l'Italia.
“Amo e rispetto la musica tradizionale” spiega Rokia “Ci sono molti musicisti di talento, ma è molto più interessante per me ascoltarli piuttosto che cercare di imitarli senza avere tutta la loro esperienza. Sì, sto usando strumenti tradizionali. Ma cerco di dare loro una nuova forma espressiva scrivendo canzoni moderne che hanno interamente un sentire contemporaneo. Se fossi nata 100 anni fa, non avrei conosciuto la musica europea o quella americana, ma nel mondo in cui viviamo siamo esposti a questi suoni per forza di cose, e sono ora parte di me. Faccio musica come chi ha ascoltato jazz, musica classica, rock e pop – tutti quanti, da Loius Armstrong a Serge Gainsbourg, così come i griots africani”.
Quelle che propone Ray Tarantino sono canzoni che attingono a piene mani dalla storia della popular music: l’influenza dei “mostri sacri” del rock si sente un po' ovunque in “Recusant”, il suo album d'esordio, ma nulla toglie alla sua bravura e allo spessore dei suoi brani.
Nomi del calibro di Matthew Bellamy dei Muse e Steward Copeland dei Police parlano di Ray in modo entusiastico; Tony Bowers dei Simply Red ha co-prodotto l’album e Steve Shebby ha suonato il basso.
Ray Tarantino qualche tempo fa è stato addirittura posizionato da MySpace UK al primo posto della classifica unsigned al fianco di Amy Winehouse!
Originaria della Guinea, nata a Maiorca (Spagna), Concha Buika comincia a cantare nei clubs locali per poi sportarsi a Madrid. Soul, flamenco, hip pop, jazz, copla, Buika è in grado di cantare ogni ritmo. La musica è per lei un fatto del tutto naturale, mescolando le sue radici africane ai suoni che l’anno accompagnata fin da bambina nella sua cittadina gitana.
“Mi Niña Lola”, il suo secondo album, è un album molto personale, dal sound raffinato e brillante, che unisce testi delicati ad una voce sensuale e dolce, tanto da essere irresistibile. Il disco ha vinto recentemente un premio (Spanish Music Award) come miglior album del 2007.
Figlia d’arte e insegnante di lettere riconvertita a cantante appassionata, Franca Masu è l’esponente più internazionale della lingua e della antica cultura catalana ancora vive nel piccolo centro marinaro di Alghero, città di soli 50.000 abitanti nella felice isola della Sardegna, terra che conserva ancora l’eredità dello splendore medievale della Corona catalano-aragonese.
La collaborazione con il pianista Keith Jarrett e con i grandi nomi della musica jazz statunitense, ha portato Jan Garbarek nell'élite mondiale di questo genere musicale. Formatosi sulle esperienze artistiche di Louis Armstrong e di Charlie Parker, ha sviluppato uno stile personale segnato, come sostiene lui stesso, da "una creatività libera e priva di nomi".
"Il nord e la natura, la canzone e il mistero" è ciò a cui Garbarek fa riferimento per trarre ispirazione per le sue composizioni. Elemento importante della sua creatività sono i riferimenti al folklore norvegese che abilmente integra, insieme a influenze musicali provenienti da Asia e Brasile, in maniera convincente nelle sue composizioni che risultano caratterizzate da un'attenzione assoluta verso la linea melodica resa sempre più chiara e lineare possibile.
«Coniugare la leggerezza e l’accessibilità tipica di una canzone con un significato profondo e un suono accattivante». Questa, in estrema sintesi, la filosofia alla base del secondo album solista di Luca Gemma. Quarantanove minuti per 13 brani volutamente ‘elettrici’, registrati in session live e spesso senza che i membri della band li conoscessero prima di eseguirli. Quasi a garanzia della freschezza e dell’autenticità dell’interpretazione.
«È un disco in cui gli spunti e gli episodi – più o meno gioiosi, più o meno dolorosi – sono autobiografici. Stavolta, però, la forma della narrazione non lo è quasi mai», puntualizza Gemma. «In fase di scrittura ho finito per trasformarmi in una sorta di cronista di quella che è la vita attorno a me.