JuJu
Justin Adams, chitarrista, già produttore di Tinariwen e Robert Plant nelle sue avventure africane, e Juldeh Camara, vocalist e suonatore di ritti (il violino ad una corda della tradizione del Gambia), si presentano alla loro terza prova insieme mutando, per l'occasione, ragione sociale (JuJu) ed inaugurando una nuova fase del loro sodalizio musicale. Fase che, per chi avesse ascoltato i precedenti contributi (Soul Science, 2007; Tell No Lies, 2009), appare come una spontanea evoluzione del suono e delle esperienze maturate dalla band. A questo giro Justin e Juldeh cambiano sezione ritmica, reclutando bassista, batterista e percussionista, ma è la traiettoria seguita dal loro sound a far rimanere inebetiti. Colte le potenzialità insite nel riuscito matrimonio tra l'incedere tipicamente rock-blues dell'approccio di Adams e le suggestioni fornite dallo strumento di Camara, il duo - o meglio, il gruppo - si è messo con ogni probabilità a seguire ancor più liberamente il proprio istinto, andando a briglia sciolta e divertendosi un mondo, specie dal vivo. Il risultato è un disco strepitoso e torrenziale, dal titolo programmatico, uscito per Real World. In Trance (2011): basta la parola.
