La Blanche Alchimie
Un “progetto di fuga” attraverso la musica. Questa la filosofia dietro il secondo, ambizioso album targato La Blanche Alchimie: “Galactic Boredom”, 10 brani, uscito su etichetta discografica Ponderosa Music & Art (distribuzione Universal), con la produzione artistica di Ludovico Einaudi. «Senza voler essere pretenziosi, né andare troppo sull’intellettuale, attraverso la metafora della “noia galattica” abbiamo deciso di esasperare quel concetto di alienazione già affrontato nel disco d’esordio. Da una parte, c’è la presa d’atto di una quotidianità nella quale non ci riconosciamo e della quale abbiamo per certi versi anche un po’ paura; dall’altra, la voglia di fuga dal presente per rifugiarsi nel passato e nel futuro. La nostra salvezza? Passa tramite i ricordi, il viaggio con la mente, la bellezza, la speranza». Il dualismo alla base del nuovo lavoro si riverbera anche sul racconto sonoro, raffinato ed elegante, un vero e proprio risveglio per il pop italiano. Perché è di canzoni che si tratta. Canzoni cesellate con perizia artigianale dove il pop ad alto tasso d’intimismo è declinato in chiave romantico-decadente, complice il pianismo di Federico Albanese (che suona moltissimi strumenti: dal glockenspiel alle percussioni), le incursioni vocali intense e sensuali di Jessica Einaudi e il rigoroso violoncello di Marco Decimo (già guest sul precedente album “La Blanche Alchimie”), sebbene qua e là non manchino increspature sottolineate da momenti più rock e dark.

